ASSEMBLEA GENOVESE DI "RETE A SINISTRA"
Lunedì tredici marzo, a partire dalle ore 18:20 – presso la sede regionale dell’Arci – si tiene un consiglio direttivo della Rete a Sinistra, allargato agli iscritti ed ai simpatizzanti; all’o.d.g. c’è lo sviluppo dei cinque punti programmatici presentati lo scorso ventotto gennaio al Palazzo della Commenda, ma il discorso inevitabilmente scivola sulla questione delle alleanze: questo perché la prima parte del pomeriggio della dirigenza è stata occupata da un incontro con altri possibili “compagni di strada” – Possibile e Effetto Genova, formato dai tanti fuoriusciti del Movimento 5 Stelle – ed anche a causa del fatto che in sala sono presenti alcuni che hanno partecipato alla riunione del sabato precedente.
La discussione mette in luce due posizioni antitetiche: quella dell’ala moderata – rappresentata essenzialmente da Sinistra Italiana e dalla Comunità di San Benedetto al Porto – sostiene la necessità di tenere aperti i canali di comunicazione con tutti, compreso il Partito Democristiano, mentre quella abbracciata dalla Lista Doria, e da Cittadinanza Attiva, escluderebbe volentieri questa ipotesi, ritenendo che un’evenutale vittoria dei democristiani non avrebbe effetti differenti rispetto a ciò che accadrebbe qualora a spuntarla fosse il candidato della destra o dei grillonzi.
Da segnalare, infine, la dichiarazione di Alberto Soave, segretario provinciale del Partito Comunista Italiano, che ribadisce la «completa indisponibilità a qualsiasi forma di accordo con il piddì, piuttosto saltiamo un giro» da parte della formazione da lui rappresentata: a questa enunciazione, si contrappone la maggioranza degli intervenuti la quale sostiene la necessità di costringere i democristiani a rompere loro le trattative, in modo tale da non poter essere additati come quelli che, con il loro atteggiamento intransigente, hanno regalato Genova alle destre.
Genova, 14 marzo 2017
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
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